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Lifestyle

Che differenza c’è tra lo startupper e l’imprenditore?

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Lo startupper vorrebbe essere un imprenditore o lo è già perché la sua idea innovativa servirà per creare un’impresa che fattura molti soldi e nella sua idea di base è insito il pensiero di rivoluzionare il mondo, rendere più semplici tanti meccanismi di vita o addirittura, rendere possibili ciò che sembra non esserlo.

L’imprenditore, dal canto suo, può essere stato uno startupper in passato ma non può esserlo ora. La differenza tra le due figure è molto sottile ma c’è ed è importante per capire l’essenza stessa di un’azienda e di un progetto.

Il termine startupper deriva da start-up, mentre il termine imprenditore viene da impresa ed è da qui che parte la differenza. La start-up è un’organizzazione temporanea, con lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile, innovazione e disruption, sono i tipici valori che esse portano sul mercato ed è importante ricordare che una start-up non è una “piccola azienda”. È necessario che essa abbia accesso al capitale di rischio (venture capital, business angel, fondi seed, sia in fase di “search” del business model, che in fase di crescita) e a strutture (incubatori, acceleratori) che possano velocizzare i suoi processi.

Una start-up ambisce a diventare una grande impresa ma non tutte le imprese sono state start-up agli inizi. Da qui, quindi, tutte le caratteristiche di uno startupper che potrebbe anche vedere “fallito” il suo progetto, considerando tutti i fattori di rischio, indipendentemente dalle sue capacità, per questo, infatti, riconverte le sue capacità in altre occupazioni manageriali.

L’imprenditore è tale nel momento in cui avvia un’impresa, qualunque essa sia, anche la più tradizionale che fa business ma non scala. L’impresa è un’attività economica professionalmente organizzata per produrre o per generare scambio di beni o servizi. Per questo, quando la start-up consolida il suo modello di business e stabilizza la sua azienda, diventa un’impresa innovativa e i fondatori, se ancora ne sono coinvolti, diventano imprenditori.

Una differenza importante sta nel “mindset”, un termine che richiama alla lontana quello italiano di “mentalità”. Lo startupper ha il mindset della sperimentazione e del rischio, del buttarsi a capofitto in imprese pazzesche e azzardate. Da un fallimento si rialza subito e a volte porta avanti diverse avventure contemporaneamente, oltre al fatto che ama viaggiare in compagnia, trovando co-founder per il suo progetto.

Un imprenditore tradizionale è attaccato alla sua attività e questo, non è sempre un bene. Basti pensare alla crisi della PMI in Italia, definita “passaggio generazionale”, in cui la tipica azienda familiare (oltre il 90% delle PMI italiane sono di questo tipo) fatica a sopravvivere quando per l’avanzare dell’età, i fondatori devono cedere e non vogliono, le redini a manager esterni o a figli con idee innovative.

In sostanza, la figura dello startupper sta dimostrando di essere probabilmente, quella che sta più al passo con i tempi e con il dinamismo tipico del terzo millennio, ma non è detto che l’incontro di queste due figure professionali importantissime possa generare un concentrato di positività nel mondo dell’imprenditoria e dell’innovazione.

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Lifestyle

Brian Armstrong e il successo di Coinbase

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Brian Armstrong è diventato uno tra gli uomini più ricchi del mondo grazie alla creazione di Coinbase ossia una delle maggiori piattaforme Exchange di criptovalute conosciuta a livello mondiale

La strada per il successo di Brian Armstrong

Nato in California a San José il 25 gennaio 1983, Brian manifesta sin da piccolo un profondo interesse verso la tecnologia informatica. Inizia a progettare siti web per piccole imprese negli anni del liceo e successivamente si iscrive alla Rice University dove consegue una laurea in Computer Science ed una in Economia.

Ha collaborato per importanti società tra cui IBM, Deloitte e Airbnb ed è noto per la creazione di University Tutor ossia un portale per studenti e tutor che possono realizzare un piccolo spazio dedicato alla formazione. Nel 2012 fonda Coinbase insieme a Fred Ehrsam dopo aver studiato a lungo il White paper di Satoshi Nakamoto che annunciava la nascita della prima criptovaluta, il Bitcoin. Molti finanziatori si interessano al progetto lanciato da Brian Armstrong e nel giro di un anno Coinbase riesce ad ottenere circa un milione di utenti oltre alla collaborazione con aziende come Expedia e Time Inc..

Oggi Coinbase possiede un valore che si aggira sugli 8 milioni di dollari e Brian è considerato uno dei primi imprenditori diventati miliardari grazie alle criptovalute.

La piattaforma Exchange di Coinbase

La piattaforma Exchange di Coinbase ha sede a San Francisco e permette di operare con Bitcoin, Ethereum e Litecoin oltre che su altre criptovalute aggiunte per soddisfare la crescente richiesta da parte dei clienti. Aprire un conto in questa piattaforma è gratuito ed è sufficiente andare nella home page di Coinbase e registrarsi inserendo la documentazione richiesta. Attraverso il menu è poi possibile acquistare o vendere le criptovalute disponibili.

Il traffico e l’e-wallet sono crittografati in modo tale da garantire un sistema sicuro e affidabile. Si può inoltre usufruire della piattaforma anche utilizzando l’app Android e IOS scambiando le criptovalute in qualsiasi momento preferito dall’utente.

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Lifestyle

Uber: Cos’è, come funziona e requisiti per gli autisti in Italia

Da quando Uber è stata fondata nel 2009 come UberCab da Garrett Camp, la sua popolarità è salita alle stelle per diventare il fenomeno mondiale che è oggi.

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Sebbene Uber non sia così popolare in Italia come in paesi come l’Inghilterra e gli Stati Uniti, è disponibile a Roma, Milano e Torino.

Ma perchè è ancora così poco popolare da noi?

I permessi sono molto importanti in Italia e sono letteralmente richiesti per qualsiasi attività, incluso trasportare persone. Infatti per trasportare i clienti in Italia devi essere un pilota NCC registrato.

Le Bugie contro Uber

Quando ci si informa sulla disponibilità di Uber in Italia, è possibile che venga comunicato che il servizio è illegale e che è necessario ricorrere a un servizio di taxi alternativo. Più spesso, queste “bugie bianche” provengono dai tassisti stessi che vedono Uber come una grave minaccia al loro sostentamento.

Ma vediamo cos’è in realtà Uber e come funziona!

Fondato da Travis Kalanick e Garrett Camp nel 2009, Uber venne lanciato ufficialmente a San Francisco nel 2010, per poi arrivare in svariate città di tutto il mondo. Un po’ taxi, ma senza licenza, un po’ servizio a noleggio auto con conducente, quasi chiunque sia in possesso di patente e macchina può improvvisarsi autista. L’importante è essere in possesso di specifici requisiti!

Ecco i passi per entrare a far parte di Uber in Italia

1 Registrati alla piattaforma

2. Carica i tuoi documenti : Ci sono alcuni documenti di cui necessitiamo: Per i drivers, si richiedono: Patente di guida; Certificato di Abilitazione Professionale (CAP); Iscrizione al Ruolo; Una foto profilo.

3. Aggiungere un veicolo: Se vuoi aggiungere e possiedi un veicolo che rispetta tutti i requisiti per operare in Italia, ti preghiamo di compilare tutti i dettagli relativi al veicolo e caricare i seguenti documenti: Autorizzazione Comunale Noleggio Con Conducente (Licenza); Assicurazione; Libretto.

4. Attiva il tuo account : Se hai completato tutti i passaggi precedenti, congratulazioni! Sei pronto per attivare il tuo account e iniziare a guadagnare.

Obblighi per il tuo veicolo

Affinché il tuo veicolo possa essere abilitato a guidare con Uber, deve rispettare i requisiti come elencati nelle categorie qui sotto.

Documenti veicolo Autorizzazione Comunale Noleggio Con Conducente- – (Licenza);

  • Assicurazione;
  • Libretto.

Uber Black

Uber Black è il prodotto premium di Uber. Si può guidare con Uber Black solo se in possesso di autorizzazione NCC.

Requisiti addizionali

  • Modello auto a partire dal 2015 o successivi per Roma e dal 2016 o successivi per Milano;
  • Buone condizioni (deve superare l’ispezione del veicolo)

Colore : il colore deve essere scuro Berlina o Van Sedili.

  • almeno 4 passeggeri oltre al conducente
  • Vetri oscurati e aria condizionata
  • No auto governative o altri veicoli segnalati

Per poter guidare con Uber Black, l’anno di immatricolazione della tua auto deve essere entro i limiti stabiliti per la tua città. Inoltre il modello della tua vettura deve essere presente nell’elenco dei modelli preferiti.

Taxi

Puoi guidare con il tuo Taxi utilizzando l’app di Uber.

Requisiti :

  • Minimo 5 porte;
  • Presenza sedili per 4 passeggeri;
  • Veicolo in buone condizioni.
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Lifestyle

Vivere green senza rinunce? Si può (anche con i consigli degli influencer)!

Spesso pensiamo che vivere rispettando l’ambiente e svoltando verso scelte ecologiche e sostenibili, possa essere faticoso e poco pratico. Ma non è così! È solo pigrizia ed è molto più semplice di quanto si pensi.

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Ci sono delle piccole regole da poter seguire, consigli utili che ci permetteranno davvero di renderci conto di quanto sia facile adottare uno stile di vita green. E non c’è bisogno di addentrarci in ricerche su Google senza fine o leggere manuali immensi. Basta seguire alcuni influencer di Instagram che hanno scelto di diventare un modello da seguire in questo settore.

Sonia Grispo, 33 anni, è una ragazza di Catania che vive a Londra, ha circa 70mila follower su Instagram e, sulla scia di Chiara Ferragni, ha iniziato il suo lavoro online aprendo un blog. Ecco una sua dichiarazione rilasciata a StartupItalia:

«Era il 2008, scrivevo soprattutto di moda. L’anno dopo ho lanciato un progetto editoriale, un free press femminile cartaceo. È durato dieci anni, poi ci siamo resi conto che non faceva più per noi anche per una questione ecologica».

Sul suo profilo, è possibile guardare le stories in evidenza che parlano di sostenibilità e dell’emergenza della plastica inquinante. È vegetariana e rassicura chi vorrebbe diventarlo che non si mangia solo insalata.

Sempre nell’intervista rilasciata a StartupItalia, ci tiene a spiegare che bisogna stare attenti al rubinetto:

«La cosa più banale che possiamo fare è chiudere il rubinetto dell’acqua quando ci laviamo i denti. Chi lo fa risparmia 3 litri di acqua al minuto, 900 litri al mese. Lo stesso vale quando ci si lava le mani: molti non sanno che per far agire il prodotto bisogna attendere. Soltanto così l’insaponata ha senso».

Ma sono tantissimi gli influencer che hanno deciso di parlare al proprio pubblico, dell’ecologico e del rispetto dell’ambiente. Molto interessante è il profilo di Elena Clara Maria che ha circa 25 milioni di follower e nonostante la giovane età ha creato delle pillole-guida a un lifestyle totalmente votato al green. Molti sono poi i profili generici che danno spunti utili in questo senso.

Ecco alcuni consigli semplici da seguire:

Non bisogna assolutamente gettare Cotton fioc nel water così come i dischetti di cotone usa e getta. Possono essere tranquillamente sostituiti dai dischetti lavabili. In questo modo si evita la cosiddetta “zuppa” di plastica che galleggia negli oceani.

Usare sempre la giusta quantità di prodotti senza sprechi e ai vestiti si dà sempre una seconda chance. La coppetta mestruale potrebbe essere un’ottima alternativa ecologica agli assorbenti e bisogna assolutamente abbattere i tabù sul loro uso. Evitare il consumo di bevande nelle bottigliette di plastica è forse ciò che c’è di più urgente da fare.

Spostarsi quanto più possibile a piedi, in bici o con i mezzi pubblici perché l’automobile oltre che inquinante è diventata anche più costosa. Diffondere la pratica della doggy bag, ossia portare a casa gli avanzi quando si va al ristorante per evitare sprechi alimentari. Riutilizzare la busta per la spesa e comprare meno con l’e-commerce, materiale scadente e di scarsa qualità. Meglio avere l’armadio con pezzi di qualità che possano durare nel tempo.

Fare qualcosa di concreto per l’ambiente e per il nostro futuro, è davvero un gioco da ragazzi!

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